La nostra storia
Tratta da “Senza Banda non c’è storia” a cura di Otello Bortolato

Dagli atti ufficiali risulta che, fin dal 1813 esisteva, a Noale, un corpo musicale bandistico denominato  “Società Filarmonica”. Dal registro comunale si legge che già allora, la società si distingueva “in varie occasioni riportando lodi dalle città” alle quali si presentava, tanto da essere insignita del premio di 2° grado nei Congressi-concorsi Musicali di Mirano e di Mestre.

Nel 1857 l’Imperiale Regia Luogotenenza di Venezia ne approvò il primo regolamento, sottoscritto dall’allora presidente Pietro Bonaldi. Allegato al regolamento è possibile trovare, ancora oggi, l’elenco dei 79 soci fondatori e dei 13 soci contribuenti.


Dopo diversi anni di attività però, nonostante i brillanti risultati, la generosità e l’amore di quanti la sostenevano,  la Società Filarmonica entrò in crisi.

Il 20 gennaio 1892, la Presidenza si dimise e il sindaco Benini “dispose per l’immediato ritiro degli strumenti”.


Dagli scritti del passato si evince cheprivato della Società filarmonica, il paese fu soggetto ad un periodo di decadimento culturale. Unica possibilità per tornare ai fasti del passato era quello di ricostituire il complesso musicale che spesso allietava le festività dei noalesi“.


Fu per tali motivi che, nel 1910, una commissione venne incaricata di studiare la ricostituzione della Società Filarmonica e, nel contempo, la costituzione di una Scuola di Musica in cui poter formare nuovi suonatori da inserire in organico.

Sostenuta da quote volontarie, dal contributo del Comune, dall’amministrazione del dazio e dalla Banca San Liberale, il 31 dicembre 1911, la banda potè, finalmente, considerarsi ricostituita.


Si assiste, allora, ad un periodo brillante,  con la scuola di musica che arriva ad avere una quarantina di allievi iscritti.

La Grande Guerra del 1915-18 obbligò, però, molti dei suonatori alla partenza e il retrovia del fronte a pochi chilometri da Noale, costrinse ancora una volta il Corpo Filarmonico a sospendere la sua attività.


Al termine del conflitto si ritentò di riorganizzare la filarmonica. La ricostituzione avvenne, però, solo nel 1922 per iniziativa di Eugenio Fraresso che riuscì, insieme all’Amministrazione Comunale, a trovare 175 soci e diversi benefattori.

Il 1924, il complesso prese la denominazione di “Banda Cittadina di Noale” e la direzione passò dal maestro Antonio Sperduti, prima al maestro Facco di Cittadella e successivamente, nel 1929, al noalese Carlo Muffato, autodidatta, che la diresse fino al 1940, quando a causa del secondo conflitto mondiale, la banda dovette cessare nuovamente la sua attività.


Al termine del secondo conflitto mondiale, non si avvertì subito in Paese la voglia di ripartire con la musica. Bisognerà aspettare il 1965, quando, un gruppo di cittadini ed ex suonatori della filarmonica del 1940, proposero al maestro Primo Cagnin, allora assessore alla Pubblica Istruzione, di ricostituire la banda.

Il maestro Cagnin portò la proposta in Consiglio Comunale il 6 aprile del 1966 ed avviò l’operazione musica, assumendo la presidenza si una commissione di cittadini noalesi per la ricostituzione della Banda cittadina.


Per ripartire era necessario, però, trovare i finanziamenti sufficienti. Il maestro Cagnin mise allora al corrente della situazione l’Amministrazione Comunale, la quale decise di investire nel progetto il ricavato della vendita di una partita di pioppi. Il contratto con la ditta appaltatrice andò in realtà a monte ma qualcuno, ironicamente, battezzò comunque la banda, “Banda del pioppo“!

Il necessario per la ricostituzione fu ricavato, allora, da una sottoscrizione popolare, organizzata dal maestro Cagnin, alla quale la popolazione rispose con grande entusiasmo e generosità.


A dirigere la ricostituita banda, venne chiamato il maestro Ernesto Borin, che iniziò subito con la scuola di musica, cercando di istruire nuovi suonatori e costruire il nuovo complesso. Alcuni tra i più anziani o con più esperienza aiutarono il maestro in questo difficile compito: si ricordano tra questi Emanuele Liziero, Franco Rubinato e Carlo Zuccarato, allora studente del Conservatorio di Venezia, che venne successivamente nominato vice maestro della Banda.


Il 16 maggio 1967, venne eletto presidente il dott. Reno Donà. Da allora e per moltissimi anni, il dott. Donà è stato, con grande generosità e disponibilità, l’anima, lo spirito, l’ideatore e l’autore della crescita della Banda, tanto da meritarsi, da parte di tutti i “suoi ragazzi”, ancora oggi, il titolo di “Presidentissimo”. 


Seguirono anni di grandi progressi e grandi cambiamenti.



Nel 1971, in occasione del saggio musicale, la Banda si presentò con le prime nuove divise ispirate alla tradizione: abito colore azzurro e berretto di foggia militare.


Il 3 maggio 1972, il Comitato, sempre presieduto dal dott. Donà, deliberò per intitolare la banda a Giuseppe Verdi, grande compositore nato nel 1813, stesso anno di fondazione del primo Corpo Filarmonico noalese.

Nell’ottobre del 1973, dopo il peregrinare tra i locali di Villa Rossi e l’Oratorio Parrocchiale, si inaugurò inoltre, la sede della banda nei locali ristrutturati dell’ex macello comunale in via Ca’ Mata.


Nel 1977 si volta pagina e, a sostituire il maestro Borin, arriva Renata Rebeschini, suonatrice del complesso bandistico, autodidatta, che con grande carisma ed entusiasmo dà una accelerazione al gruppo e alla trasformazione dell’immagine della stessa Banda dotandola di una nuova divisa: pantaloni/gonna e panciotto marrone scuro, camicia beige e capello a larghe tese.

Furono anni brillanti. L’organico superava i 70 elementi e molte erano le esibizioni fuori Comune: il Convegno interprovinciale bandistico all’Arena di Verona, il Concorso Folcloristico Internazionale di Gorizia, il Festival Bandistico Interregionale di Rimini, il Carnevale Campaltino fino al Raduno Nazionale delle Bande di Roma.

Nel 1982 la Rebeschini, aiutata dal capo-banda Gianni Meneghetti, anche lui suonatore del gruppo, portò l’organico dei suonatori a raggiungere i 90 elementi.


Nel gennaio 1985, Renata Rebeschini, oberata di impegni e amareggiata per alcune difficoltà e incomprensioni emerse nell’ambito dell’associazione, diede le dimissioni creando un vuoto non facilmente colmabile.

Arrivò a Noale il maestro Gianni Salata, ma le sue caratteristiche e la sua personalità bandistica, lontana da quelle del complesso noalese, costrinsero la presidenza a cercare un maestro che sposasse appieno le esigenze del gruppo.


Nel gennaio 1986 la direzione della Banda e i Corsi di Orientamento Musicale vennero affidati al giovane maestro noalese Massimo Grespan, già suonatore del complesso nel passato, che diresse il suo primo concerto nel mese di maggio, riscuotendo un notevole apprezzamento dal pubblico presente.

Il maestro Grespan coinvolse i suonatori in un processo di cambiamento musicale, dando alla banda una diversa impostazione e arricchendo il repertorio di nuovi brani sia di musica classica che originale per banda.

L’arrivo del nuovo maestro diede grande impulso ed entusiasmo al gruppo che riscoprì presto i valori dello stare assieme, non solo in occasione di prove ed esibizioni, ma anche con attività diverse.


Sono di quegli anni, infatti, le partecipazioni alle opere in programma all’Arena di Verona, l’avventura all’Oktoberfest, la creazione di scenografie e costumi realizzati in proprio in occasione dei saggi o delle partecipazione ai Carnevali della zona, le indimenticabili partite di calcio contro gli amici della banda di Minerbio e le gite in montagna sulla neve.

Nel 1995 si ha, poi, la partecipazione al Concorso Bandistico Regionale, conclusosi con l’assegnazione del gruppo alla prima categoria bandistica. Tale successo spronò i suonatori a fare ancora di più e meglio!


Nel 1995, il dott. Donà, eletto alla carica di vice-sindaco dovette lasciare il suo ruolo nel Consiglio di Presidenza. Gli subentrò nella carica di Presidente Mario Salmaso, coadiuvato alla vice presidenza dalla prof. Annamaria Murru e, qualche anno dopo, dall’infaticabile segretario Vito Bergamo. Tutti e tre  sono rimasti al timone del gruppo per i successivi 20 anni.


Molte le attività e i cambiamenti in questo lungo periodo: dalla Scuola di Musica in grande fermento, che ha abbassato l’età media del complesso, al cambio della divisa che ha dato un tocco di novità e di eleganza al gruppo, fino alla nuova denominazione del gruppo in Corpo Filarmonico “Città di Noale”, deliberata nel 2004.


L’attività del Corpo Filarmonico e della sua Scuola di Musica procede ancora oggi senza sosta, con immutato entusiasmo e voglia di stare insieme, perché la Banda, per chi ne entra a far parte, non è solo musica, ma è anche, e soprattutto, aggregazione, divertimento e crescita personale.